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“Se in un primo momento l'idea non è assurda, allora non c'è nessuna speranza che si realizzi”. Albert Einstein

08 settembre, 2011

LA FOLLIA DI ESSERE SE STESSI


Prima di tutto occorre definire il concetto di follia.Se abbiamo in mente il concetto banale associato alla follia psichica antisociale, allora si.....fare le stesse cose e aspettare risultati diversi è follia.

Se per follia intendiamo, essere diversi dalla massa e non ragionare secondo canoni standard, allora la follia è un ottimo metodo per evolvere, e fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi è confusione.L'evoluzione è la base della vita e cambiare non lo si può negare.........negare un cambiamento significa rimanere sempre fermi, non emozionarsi, non vivere e rimanere incastrati su dinamiche vecchie.Cambiare le proprie dinamiche mentali, le proprie abitudini fa male, è difficile, ti senti morire dentro perchè hai perso tutte le tue sicurezze......ecco perchè molta gente preferisce la strada più facile, facendosi coccolare dalle "vecchie dinamiche".
Ma facendo così rimani fermo, statico e sarai per sempre infelice perchè non conosci chi c'è dentro di te.

Soffrire ti porta ad entrare in contatto con te stesso, ti porta a toccare i tuoi limiti, in questo modo ti conosci e riesci a capire meglio chi sei e cosa vuoi.Poche persone hanno il coraggio di cambiare......poche persone hanno il coraggio di evolvere........poche persone hanno il coraggio di soffrire. Occorre accettare il cambiamento e soffrire fino a toccare il proprio limite.Se si pensa a quante persone hanno la paura del distacco e fanno continuare i rapporti solo per abitudine, solo per paura, rapportandosi con il cervello e non con il cuore.

Secondo voi queste persone sono felici? potrebbe anche essere che adesso sono felici....ma lo saranno??Intendo quando la vita si farà più complicata, quando l'abitudine di un lavoro e di una vita matrimoniale ti logora giorno dopo giorno.Quante persone fanno figli per porre fine a tutto questo?E non perchè veramente desiderano i figli?Poi i figli crescono, se ne vanno di casa, si riaffacciano i problemi di un tempo e la coppia scoppia........!!!Questo per voi è felicità?Meglio soffrire prima, conoscersi prima, toccare il fondo prima......o dopo mandanto a puttane un matrimonio??Per me l'unica soluzione è vivere con il cuore e non con il cervello, certo ciò porterà a molta sofferenza ma ti porterà anche a essere un UOMO O DONNA che si rispetti.

Prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con la paura del distacco ed "elaborare il lutto".........meglio farlo a 20-30 anni che si hanno le risorse e la forza per affrontare, oppure a 50 anni quando non si ha più la giusta energia?Non per questo dobbiamo cambiare sempre, soffrire sempre e non avere mai una stabilità.Ripeto occorre seguire il cuore e fare le cose non perchè saziano, sopprimo le nostre paure, ma perchè lo desideriamo veramente.

Per far questo occorre aver sofferto in passato e occore aver eleaborato il tutto nella giusta maniera.Dico questo perchè molte persone soffrono e per questo si chiudono, in modo da rientrare nelle loro vecchie dinamiche, perchè quello è il loro mondo, quello li rende sicuri.Invece no, anche se si soffre, poi non bisogna avere paura di vivere.......occorre rimettersi in gioco, andando avanti........altrimenti non si evolve e si rimane fermi, rischiando che i stessi problemi di ripresentino a loop.

C'è anche un altro ragionamento da fare: il concetto di bianco o nero.Durante la sofferenza si ha la voglia che tutto ciò finisca, quindi si ha bisogno di un limite di tempo, di cose precise e decise, ci spaventa la confusione, l'indecisione.

Quindi si va avanti seguendo il cervello e non il cuore, commetendo errori madornali i quali ci faranno rimpiangere in futuro.

Non dobbiamo avere voglia che tutto ciò finisca, non dobbiamo avere fretta.........siamo folli..........andiamo contro i canoni sociali che ci impongono fretta........siamo calmi e viviamo con questo groviglio di emozioni senza sopprimerle.

Cerchiamo di cambiare qualcosa di pratico nella nostra vita, cerchiamo di vedere le persone che ci circondano con altri occhi, facciamo tutte queste cose portandoci dentro questo groviglio, condiviamo questo groviglio con gli altri, non abbiamo paura di far vedere il nostro groviglio........ma soprattuto non abbiamo fretta che questo groviglio sparisca e che il tutto diventi uno schema preciso in modo di avere tutto sotto controllo.

Questa per me è follia, questa per me è pazzia.........questo per me significa vivere e sono molto felice di essere definito un folle.