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“Se in un primo momento l'idea non è assurda, allora non c'è nessuna speranza che si realizzi”. Albert Einstein

12 ottobre, 2011

SNOWBOARD CAMP - AGOSTO 2011


Ho passato un anno molto difficile e doloroso.
Credo molto nell'amore, per me ha un valore molto importante, e la persona con cui condividevo tutto questo un bel giorno decise di non continuare più il nostro rapporto.

Ho passato un anno molto difficile e doloroso.
Credo molto nell'amore, per me ha un valore molto importante, e la persona con cui condividevo tutto questo un bel giorno decise di non continuare più il nostro rapporto.
Sono un ragazzo molto passionale, butto anima e corpo su qualsiasi cosa che faccio, soprattutto nell'amore e con Stefania avevo investito molto.
Senza di lei mi sentivo vuoto, inutile, senza obiettivi e pieno di paure.
La paura più grande era quella di non essere in grado di provare più emozioni così forti verso un' altra donna e quindi di rimanere solo per sempre.
Dopo che Stefania mi lasciò passai 6 lunghi mesi ha riflettere su me stesso, sulle mie paure, su chi ero, toccando con mano ogni lato di me stesso.
Decisi di soffrire così, non mi andava di “tappare un buco”, volevo elaborare tutte queste emozioni che avevo dentro: odio, rabia, amore, solitudine, compassione verso di lei e verso me stesso, paura ecc........
Non fu facile, fu doloroso ma forse utile. Piano piano mi sono sentito diverso, mi sono sentito più sicuro di me anche senza Stefania, anche senza una donna accanto, anche senza l'amore, semplicemente stando da solo.
La paura di un nuovo rapporto di coppia, dentro di me, era ancora viva e la certezza che non avrei mai più riprovato emozioni così intense, era sempre più pesante.


Nel frattempo arrivò l'estate e con essa arrivò anche l'esigenza di staccare, di mettere il cervello sullo stato di OFF. Per troppi mesi avevo pensato e ri-pensato a me stesso.
Un giorno il mio ex collega, ormai diventato un amico, Gabriele mi telefonò per propormi una vacanza alternativa: l'associazione 6punto9 organizzava un campo estivo sul ghiacciaio francesce Les2Alpes, indirizzato allo snowboard, con attività extra nel pomeriggio, visto che il ghiacciaio verso l'ora di pranzo chiudeva.
Non sapevo sciare e non sapevo minimamente cosa fosse una tavola, figuratevi se potevo immaginare se ciò potesse piacermi. Ma il fatto di fare una vacanza alternativa, mi eccitava.
Poi se non mi sarebbe piaciuto snowbordare c'erano sempre le attività extra.
Ho colto la palla al balzo e sono partito, con un bel groviglio di emozioni e tante paure.


Sul posto l'accoglienza fu gradevole, un gustoso aperitivo ci accolse, subito dopo ci chiesero il nostro livello sulla tavola e il nostro scopo della settimana.
Dopo un po' di attesa, ci consegnarono le chiavi dello chalet, dandoci un appuntamento per dopo cena, dovevano spiegarci come si sarebbe sviluppata la settimana.


Les 2 Alpes è incantevole, ci sono montagne decisamente ripide che ti fanno sentire estremamente piccolo, vallate immense che ti fanno sentire felice di essere lì a guardarle.
Osservare tutta quella bellezza ti riempe il cuore di gioia, ti fa sentire vivo, reale, finalmente lontano dal cemento.


Di costituzione ho la pressione bassa, i medici dicono che sono fortunato perché vado meno in contro a malattie cardiovascolari, ictus ecc... ma il difetto è che il caldo mi uccide, ecco perché la temperatura gradevole di Les 2 Alpes a 1.600 metri di altezza mi rendeva euforico.
L'entusiasmo si palpava già la prima sera, a cena era intrattenibile la nostra gioia.
Nello chalet si cenava tutti insieme, su panche e tavoli arroccati, dentro a una stanza con spazi molto ridotti. Descritto così sembra una situazione molto negativa e invece era molto accogliente, sembrava un campo scuola per adulti, ti ritrovi a cenare e scherzare con persone che non hai mai visto prima, il tutto circondati da una caretteristica struttura in legno.


Quando si instaura un dialogo con una persona, le cose che percepiamo sono in una percentuale bassa le parole e nella maggior parte il linguaggio del corpo. Il corpo non mente mai ed esprime realmente quello che sei. Per questo quando conosco le persone sono molto attento a come si esprimono e non a cosa esprimono.
Il linguaggio del corpo della cameriera dello chalet, Michela, mi colpii istantaneamente.
La forma e l'espressione del suo viso mi colpirono molto, già dalla prima sera.
Era gentile, cordiale, educata e tutto questo l'ho esprimeva semplicemente muovendosi.
Le cose che mi hanno colpito di più sono il suo sorriso e il suo modo di camminare, deciso ma femminile, un MIX che adoro.
La sensazione che mi dava era quella di una donna di poche parole ma di molti fatti, capace ardere di passione nel suo interno e allo stesso tempo di riflettere quando occorre.
Non conoscevo il motivo di tutte queste emozioni, senza conoscere minimamente la persona, ma era così e mi piaceva provarle.
Il giorno dell'arrivo a Les 2 Alpes mangiammo poco a pranzo e a cena la fame era tanta.
Michela rimase colpita dalla capacità di cibo che riuscimmo a ingerire, nascendo così un gioco simpatico tra me e Michela, più che altro battute.


Dopo cena andammo alla riunione e così iniziò la vacanza.......


Ogni mattina si sciava, io Salvatore e Francesco, visto che eravamo tutti e tre principianti, eravamo costretti ad indossare molte protezioni: para-culo, para-polsi e casco.
Insieme agli scarponi e alla tuta, camminare era decisamente impossibile, però necessario per raggiungere la funivia la quale ci avrebbe portato sul ghiacciaio.
Verso le dieci del mattino iniziava la migrazione verso la funivia, come zombie raggiungevamo l'ingresso per poi finalmente rilassarsi nel suo interno.
Ho scritto rilassarsi perché camminare alle dieci del mattino, conciati come per andare a fare una guerra, era decisamente faticoso anche a basse temperature e per piccole distanze.
Non bastava solo la funivia per arrivare a sciare, occorreva prendere anche un trenino e un ascensore, tutto dentro la montagna. E' strano??Bè si, ma era questo il bello.
Passavamo da 1.600 metri a 3.800 metri in 40 minuti, la pressione dentro al corpo doveva ritrovare equilibrio con l'esterno in tempi molto rapidi rispetto a quanto si è abituati. Ma tutto questo non sembrava essere chiaro dentro di me, e ogni volta che sentivo qualcosa che non andava ingoiavo avidamente pasticche di enervit. Anche qui si è creato un simpatico gioco, che mi descriveva come il drogato di integratori energetici del campo.


La passione con cui gli istruttori Andrea e Simone, insegnavano era impagabile.
Il primo giorno non sapevo neanche cosa era una tavola, mentre dopo una settimana sono riuscito a fare anche qualche curva, con piccoli saltelli.
Il modo con cui insegnavano, le tecniche che usavano, non facevano nient'altro che appassionarti allo snowboard.
Ogni mattina salivi sul ghiacciaio con convinzione, eccitato e con degli obbiettivi da raggiungere.
La sera, al pub, si discuteva delle tecniche per sciare, ti facevano vedere il tuo video della tua sciata, commentando i tuoi errori, dandoti stimoli per il giorno dopo.
Anche qui c'era il giusto MIX, serietà, passione nell'insegnamento e allegria nel farlo.
Non eravamo monotematici, si discuteva seriamente per migliorare e ci si prendeva in giro per ridere.


Il ghiacciaio all'ora di pranzo chiudeva, quindi tutti eravamo costretti a ritornare a valle.
Si pranzava molto velocemente per poi fare le attività extra proposte dagli organizzatori del campo. Abbiamo fatto canyoning, commando, downhill, beach volley e un pomeriggio di meritato riposo. Dato il fatto che queste attività erano organizzate da 6punto9, in molti partecipavano quindi si stava tutti insieme.
La sera, logicamente, si chiacchierava delle attività fatte nel pomeriggio, accanto a discreti bicchieri di vino. Visto che l'adrenalina era la massimo, lo scambio di sensazioni era scintillante e non mancavano mai le battute per descrivere le scene comiche vissute durante la giornata.
Per colpa delle attività extra a pranzo non potevamo mangiare tanto, quindi arrivavamo a cena la la solita fame.
Mi piaceva guardare Michela, era piacevole e poi era divertente giocare con lei.
Mi salutava sulle piste, quindi il mio interesse verso questa donna esplosiva cresceva sempre di più.
Non sapevo il perché, non capivo, non conoscevo Michela, l'unica cosa che sapevo è che mi sarebbe piaciuto conoscerla meglio.
Ho cercato un contatto con Lei, ma mi sono sentito frenato, impacciato e imbarazzato quindi non ho catturato la sua attenzione. Nonostante ciò ero felice, la mia più grande paura era svanita, ho provato emozioni forti e coinvolgenti verso un altra donna, Stefania dentro di me stava sparendo.
La mia euforia era dettata anche dal fatto che ero riuscito ad elaborare la mia ex, a digerirla, senza ferire nessuna altra persona. Non ho usato la tecnica di chiodo schiaccia chiodo, riversando tutta la rabbia che avevo verso una donna che magari non si meritava tutto questo male, ho lavorato su me stesso soffrendo e amando l'imprevedibilità della vita, lasciandomi trasportare dagli eventi senza avere il controllo su di essi.
Adesso ho realmente capito la frase del fisico Albert Einstein: “Se in un primo momento l'idea non è assurda, allora non c'è nessuna speranza che si realizzi”. Les 2 Alpes è un posto assurdo, per questo si realizzano idee ed emozioni.
Michela mi rimarrà sempre nel cuore e la ringrazio.
Forse la magia di Les 2 Alpes o la magia dell'organizzazione 6punto9, oppure semplicemente il mio stato mentale, tutto mi sembrava un sogno e finalmente avevo pigiato il pulsante OFF.


I primi due giorni abbiamo sciato con la nebbia, l'ambiente era molto suggestivo e il terrore era tanto vista la nostra inesperienza. Ma la maestria di Simone e Andrea ha reso possibile la nostra tranquillità e il nostro divertimento. Il terzo giorno il cielo si è aperto e quando siamo saliti in cima lo stupore ci ha bloccati per circa 30 minuti. Sembrava di sciare in cima al mondo, con le nuvole sotto i piedi. Ti senti fortunato e potente ad essere in quel posto, hai la sensazione di governare la montagna. Sono sensazioni uniche difficili da descrivere, soltando andando sul posto si può capire realmente.
In quei 30 minuti mi sono sentito vivo e felice.


Non mi piace pensare che questa vacanza sia capitata al momento giusto, mi piace pensare che era il momento giusto per me per cercare altro. Non credo nel destino onipotente, credo che ognuno di noi è artefice di se stesso, delle sue scelte e di dove sta andando. Mi piace essere libero, non voglio più controllare le mi emozioni, desidero vivere giorno dopo giorno con passione e cogliere quello che l'imprevedibilità della vita mi dà, proprio come ho vissuto questo camp, ora dopo ora, senza domandarmi il perché, senza ipotizzando il futuro, ma semplicemente vivendo come volevo in quel momento. E' questo quello che mi ha realmente trasmesso il camp organizzato dal 6punto9, non solando andare sullo snowboard e fare festa.


Esattamente a metà settimana i ragazzi del 6punto9 organizarono una cena in una baita. Per raggiungere la baita occorreva camminare per circa 20 minuti su un sentiero di montagna. Una volta arrivati sul posto la scena che ci si presentò davanti era incantevole. Erano circa le 19:30, il tramonto accarezzava la montagna di fronte a noi, permettendoci di osservare la vallata. Mentre gustavamo quella scena bellissima, il nostro palato era occupato dall'aperitivo di benvenuto organizzato sempre dallo staff del 6punto9. La sera a cena consumammo molti litri di vino, abbiamo ballato, cantato e delirato!!!!Per fortuna Matteo Mentasti ci ha riportato a valle :-)  

Una volta tornato a casa, superata la depressione post vacanza, mi sono sentito rigenerato con nuovi obbiettivi per rendermi felice e con Stefania definitivamente cancellata.
Grazie al camp ho acquisito molti amici e ci stiamo organizzando per rivederci, aver condiviso una esperienza del genere ci ha unito inspiegabilmente.
E' strano provare tutte queste emozioni in una vacanza sola, in una singola settimana, ma è stato tutto bellissimo e lo rifarei all'infinito.

Un saluto da un nuovo Rider